Market View

SOTTOPESO NEUTRALE SOVRAPPESO
ASSET ALLOCATION DURATION BOND
 EQUITY
 CASH

 

EQUITY

Usa

Europa

Giappone

Emerging Markets

BONDS

EU – core e periferici;

USA

Emerging Markets; Corporate
VALUTE   Yen  Dollaro canadese

 

Dollaro Usa

Sterlina

Corona norvegese

 

Giugno 2016

 

“Market View” Giugno 2016

Anche maggio, dopo aprile, è risultato essere un mese che ex post potremmo classificare come interlocutorio; tuttavia, nel mentre ha visto i mercati finanziari talvolta ingessati, talaltra reagire in modo anche eccessivo a dati economici contrastanti. Proprio dai dati economici, infatti, ci si aspettava qualche segnale più univoco ed invece così non è stato. Con le Banche Centrali in volontaria e consapevole posizione di neutralità ovvero inazione, i dati economici hanno di volta in volta dato la direzione ai mercati, ma proprio la loro alternanza ha portato ad un quasi nulla di fatto finale.

Che giudizio dare di questi sviluppi? Il nostro è sostanzialmente positivo. Vero è che non sono emersi segnali della tanto attesa accelerazione della crescita, ma forse è più importante considerare che il trend di crescita bassa, ma sostenibile che è sembrato delinearsi allontana i rischi di recessione che tanto avevano condizionato i mercati, soprattutto quelli azionari, ad inizio anno.

Dal punto di vista meramente economico si conferma il quadro di fondo da noi atteso. L’economia Usa non brilla e sembra stentare a confermare anche il 2% di crescita, per contro tengono l’occupazione ed i salari, buon presupposto per la continuazione del trend dei consumi, e non ci sono certo eccessi di investimenti privati o spesa pubblica; quest’ultima condizione è garanzia di sostenibilità che a nostro avviso è cosa più importante della velocità. L’Europa sorprende addirittura in termini di crescita economica ed occupazionale; la Cina continua il suo percorso fatto di stop and go alla ricerca di un positivo (anche per il resto del mondo) equilibrio tra controllo del livello dell’indebitamento privato e gestione di un cambiamento economico strutturale (da export e investimenti a consumi domestici e servizi) e del conseguente rallentamento della crescita economica. In tutto questo le Banche Centrali non sembrano compiere errori, consapevoli di obiettivi, mezzi e rischi; anche la recente sospensione delle azioni di politica monetaria va vista in questo senso.

SI diceva che stiamo vivendo una fase interlocutoria; interlocutoria, in attesa di cosa? In primo luogo, di capire la reale dinamica economica mondiale; ma l’alternanza di dati buoni e meno buoni all’interno del singolo Paese o tra diversi Paesi è così elevata che renderà necessario un periodo di osservazione più lungo del previsto per convincere gli investitori a prendere una posizione più decisa. In secondo luogo, in attesa di sorpassare un ostacolo che potrebbe rivelarsi alquanto pericoloso come quello del referendum nel Regno Unito. Questo appuntamento ed il rischio ad esso connesso è all’origine di gran parte della sottoperformance dei mercati azionari europei (e probabilmente della sovraperformance di quelli obbligazionari). Il 23 giugno avremo una risposta ed un importante elemento di incertezza verrà meno. Questo appuntamento, ancor più delle riunioni della Bce o della Fed, sarà l’elemento condizionante non solo il mese, ma probabilmente tutta la seconda parte dell’anno.

La nostra attesa è per una vittoria del “rimanere” nella Comunità Europea, con i risvolti positivi che ne scaturiranno per i mercati azionari europei in primis, ma anche mondiali; ed i nostri portafogli sono già impostati per questo sviluppo. Il ritrovato clima più costruttivo che ne scaturirebbe favorirebbe anche una percezione più positiva, meno preoccupata, della situazione economica mondiale ed europea in particolare, con il risultato di eliminare definitivamente, almeno nel breve termine, il rischio di profezia autoavverante che sembrava potesse innescarsi ad inizio anno (con i mercati finanziari impauriti da un rischio recessione che rischiavano di contribuire a crearla con le loro correzioni e gli impatti indiretti su fiducia e crescita). Anche solo questa normalizzazione, in un circolo questa volta virtuoso, potrebbe aiutare a riportare l’attenzione sulle valutazioni: sia azionarie, togliendo quell’eccesso di premio per il rischio che oggi è implicito, che obbligazionarie, dove la funzione assicurativa dei titoli governativi contribuisce a spingere eccessivamente al ribasso i rendimenti.

Giugno sarà un mese decisivo. Le nostre scelte di investimento sono precise e significative. La fase interlocutoria sta per finire.

Il sovrappeso USD è da considerarsi tattico. Il sottopeso strategico potrebbe essere implementato già dalle prossime settimane.