Market View

SOTTOPESO NEUTRALE SOVRAPPESO
ASSET ALLOCATION DURATION BOND
EQUITY
CASH

 

EQUITY Usa Europa
Giappone
Emerging Markets
BONDS EU – core
USA
EU-periferici

Emerging Markets; Corporate

VALUTE Yen

Dollaro Usa
Sterlina

 

Corona norvege

Corona svedese

 

Market View - maggio 2017


 

“Market View” Maggio 2017

Il mese appena trascorso è stato caratterizzato da un andamento prevalentemente positivo dei mercati finanziari con buone performance degli indici azionari, in particolare emergenti ed europei e con un restringimento significativo degli spread dei titoli corporate high yield. Sostanzialmente invariati i rendimenti core e gli spread dei titoli governativi periferici.

I mercati hanno ben digerito il primo turno elettorale in Francia con un ridimensionamento del rischio antieuropeista rappresentato da alcuni schieramenti estremi. Tale esito dovrà però essere confermato fra poco dal secondo turno di ballottaggio. Se prescindiamo dal suddetto rischio politico sono continuate le conferme sul fronte del miglioramento del quadro macroeconomico e i mercati stanno finalmente rifocalizzandosi su elementi macro di tipo fondamentale.

Nel frattempo le Banche Centrali hanno agito in modo coerente con il contesto macroeconomico in evoluzione: la Fed sta reagendo all’inflazione in accelerazione – soprattutto sul fronte salariale – in attesa di conoscere maggiori dettagli circa la futura politica fiscale potenzialmente espansiva. Il livello dei rendimenti e il Dollaro relativamente forte sono considerati “accettabili” dalla Fed, poiché fanno anch’essi parte della strategia di politica monetaria senza agire frettolosamente sui tassi ufficiali. Sull’argomento, peraltro, è emerso dal recente Fomc come il percorso di rialzi, nonostante un primo trimestre di crescita sotto le aspettative, non dovrebbe subire significative deviazioni dal trend già più volte annunciato e incorporato dalle attese dei mercati.

La Bce rimane, al momento, alla finestra, in attesa di maggiori conferme circa la ripresa dell’inflazione che ora si è manifestata sul lato headline per effetto del rialzo del prezzo delle materie prime, ma che è auspicabile si trasferisca anche all’indice core, anche se ci vorrà comunque tempo.

Una volta superati i suddetti ostacoli elettorali gli investitori dovranno interrogarsi sulla situazione economica globale e su come quest’ultima non sia stata intaccata dai tanto temuti sviluppi politici. I dati anticipatori del ciclo economico continuano a mostrare un’ottima dinamica, mantenendosi a livelli elevati anche nel mese di aprile e proiettando quindi una buona crescita futura. Dal nostro punto di vista lo scenario appare oggi decisamente più definito rispetto a qualche trimestre fa. Gli Stati Uniti vedono fortemente ridimensionati i timori di rallentamento o addirittura di recessione e il resto del mondo dovrebbe poterne beneficiare. Rimane il rischio che un rafforzamento del Dollaro e un rialzo dei rendimenti troppo repentini possano pregiudicare il buon esito dei succitati sviluppi e rappresentano un effetto collaterale di cui tenere conto. La presa di coscienza di un mutato scenario di riferimento, meno rischioso, consente di validare il riposizionamento dei mercati su livelli più elevati rispetto al passato.

Inoltre, dal punto di vista micro la componente di crescita degli utili viene stimata piuttosto conservativa dal mercato e, su questo fronte, ci sono state sorprese positive in USA (hanno fornito i dati già gran parte delle aziende più grandi) e potrebbero essercene in Europa, grazie al miglioramento dei margini legato alla ripresa del ciclo economico. Da questo punto di vista, stiamo entrando in Europa nella fase della cosiddetta “earning season” da cui potremo evincere maggiori dettagli sulla componente utili. Per tali ragioni l’esposizione azionaria continua a rimanere significativa, con preferenza per l’Europa, con la possibilità di ridurla se dovessero essere raggiunti i valori in linea con lo scenario da noi delineato. Alcuni alleggerimenti sono stati implementati già nel corso del mese, proprio per tener conto dei livelli raggiunti da alcuni indici.

Relativamente all’esposizione obbligazionaria l’impostazione rimane quella di mantenere contenuto il rischio di tasso d’interesse: la correzione al rialzo dei rendimenti dovrebbe avvenire attraverso fasi di aggiustamento successive intervallate da prolungati momenti di stabilizzazione; si valuterà pertanto la possibilità di incrementare tatticamente la duration in tali occasioni. I corporate invece appaiono, soprattutto nella componente HY, aver già scontato uno scenario particolarmente benevolo; è vero che non si ravvisano al momento eventi tali da pregiudicarne la buona performance, ma il livello degli spread sembra già scontare molto di positivo nello scenario futuro: rimane quindi un’area in cui si predilige l’investment grade rispetto ai rating di minor qualità.

Per quanto concerne l’esposizione valutaria il Dollaro ha beneficiato delle favorevoli, ma al momento non certe, prospettive legate alla futura spinta fiscale e al rimpatrio degli utili esteri delle società americane. I recenti sviluppi hanno pertanto determinato uno scivolamento nella traiettoria di apprezzamento del rapporto di cambio Euro/$ che avevamo in mente, ma non ad un cambiamento nella direzione della traiettoria stessa. Infatti, da questo momento le forze a favore dell’Euro dovrebbero riemergere: surplus di partite correnti, riduzione dei flussi di capitale in uscita, riduzione prospettica degli acquisti mensili da parte della Bce, differenziale di crescita in miglioramento a favore dell’area Euro. Questi livelli del cambio Euro/$ suggeriscono quindi il mantenimento di una bassissima esposizione alla divisa statunitense; la contenuta diversificazione valutaria è limitata a Nok, Sek per il legame al petrolio e al ciclo economico.